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LA PARTECIPAZIONE POPOLARE E L’ACCESSO ALLE INFORMAZIONI ED AI PROCEDIMENTI

CAPO PRIMO

 DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 31

La valorizzazione e la promozione della partecipazione

1.       Il Comune valorizza le libere forme associative operanti nel territorio comunale e promuove organismi di partecipazione dei cittadini all'amministrazione locale.

2.       La promozione di organismi di partecipazione popolare è rinviata ad apposito regolamento da approvarsi ai sensi delle vigenti disposizioni di legge.

Art. 32

La valorizzazione delle associazioni

1.       La valorizzazione delle libere forme associative può avvenire mediante concessione di contributi finalizzati, concessione in uso di locali o terreni di proprietà del Comune previo apposite convenzioni.

2.       Le libere associazioni per poter fruire del sostegno del Comune - debbono risultare iscritte all'Albo Comunale secondo i criteri fissati in sede di regolamento e debbono farne richiesta, presentando oltre la domanda anche lo Statuto e l'atto costitutivo. Le forme associative in questione dovranno avere un ordinamento interno ispirato ai principi democratici e perseguiranno finalità non lucrative di interesse sociale, culturale, sportivo. Nella erogazione delle sovvenzioni, il Consiglio Comunale su relazione della Commissione affari sociali valuterà, al fine di stabilire le priorità tra più richieste anche in ordine alla distribuzione dei fondi disponibili, la meritevolezza dello scopo da sussidiare e la rappresentatività della forma associativa richiedente.

Art. 33

Forme di consultazione

1.       Il Comune si avvale, per la consultazione dei cittadini, degli strumenti previsti dal presente Statuto e dal Regolamento. La consultazione può inoltre sempre avvenire attraverso la realizzazione di inchieste e sondaggi di opinioni, nonché attraverso l'udienza pubblica dei cittadini singoli o associati da parte del Sindaco.

CAPO SECONDO

 INIZIATIVA E PROPOSTE POPOLARI

Art. 34

L’iniziativa e le proposte popolari

1.       Tutti i cittadini aventi diritto al voto per l'elezione della Camera dei Deputati hanno facoltà di presentare in forma scritta istanze, petizioni e proposte, dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi.

2.       ll Comune garantisce il loro tempestivo esame secondo la disciplina contenuta nel regolamento di partecipazione di cui all’articolo 5 della legge 8 giugno 1990, n.142.

Art. 35

Contenuto - Indirizzo

1.       Le istanze sono manifestazioni di volontà e di giudizio dirette ad iniziare un procedimento.

2.       Le petizioni sono richieste di interventi e di informazioni su provvedimenti e comportamenti dell'amministrazione.

3.       Le proposte sono soluzioni a questioni amministrative e debbono indicare specificatamente il contenuto dell'atto del quale si chiede l'adozione.

4.       Le istanze, petizioni e proposte sono rivolte al Sindaco, al Consiglio, alla Giunta, secondo il riparto di competenze stabilito dalla legge o dallo Statuto in relazione alla specifica materia oggetto dell'atto di iniziativa.

5.       Le risposte debbono essere date entro 30 giorni dall'acquisizione al protocollo del Comune con provvedimento motivato.

6.       Gli organi comunali hanno l'obbligo di rendere risposta nell'ipotesi in cui istanze, petizioni, proposte attengano alle materie di interesse locale previste dalla legge e dallo Statuto oppure nella ipotesi in cui esse implichino un diritto soggettivo o un interesse legittimo dei richiedenti nei confronti del Comune.

CAPO TERZO

 REFERENDUM

Art. 36

Il referendum consultivo

1.       Il Consiglio Comunale con la maggioranza dei Consiglieri assegnati all'Ente può promuovere l'indizione di referendum consultivi, sulle materie di cui al successivo comma 3 ferme le esclusioni ivi contemplate.

2.       È indetto referendum consultivo, su richiesta del 25% dei cittadini elettori della Camera dei Deputati e residenti nel Comune con riferimento all'ultima revisione delle liste elettorali. Le sottoscrizioni dei richiedenti costituiti in apposito comitato debbono essere autenticate a ministero dei soggetti stabiliti dalla legge in materia elettorale.

3.       Il referendum ha per oggetto materie di esclusivo interesse locale. Sono escluse dalla consultazione le materie attinenti alle deliberazioni in materia dì tasse e tariffe, di bilancio, di personale dipendente del Comune.

4.       Il referendum non può aver luogo in coincidenza con altre operazioni elettorali provinciali, comunali e circoscrizionali, né nell'anno solare in cui vengono tenute le consultazioni elettorali amministrative comunali; non può avere luogo inoltre se identica proposta referendaria sia stata respinta nel triennio precedente al deposito della richiesta.

5.       La richiesta di referendum deve essere avanzata al Sindaco mediante deposito in segreteria e deve contenere - a pena di inammissibilità - la formulazione chiara e precisa del quesito o dei quesiti sui quali deve aver luogo il referendum consultivo.

6.       Entro 45 giorni dal deposito della richiesta di cui al comma 2, un Comitato dei Garanti, designato dal Consiglio comunale esamina la sussistenza dei requisiti ed il rispetto delle formalità procedurali sopraelencate e trasmette al Consiglio per il tramite del Segretario Comunale la richiesta corredata dal proprio parere. Il Consiglio, nel termine perentorio di trenta giorni dal ricevimento degli atti adotta le proprie determinazioni sull'ammissibilità della proposta referendaria con la maggioranza dei Consiglieri assegnati all'Ente. Il Sindaco nel termine di dieci giorni dalla esecutorietà della deliberazione che dichiara l'inammissibilità del quesito referendario, ne dà comunicazione al Presidente del Comitato dei richiedenti con atto notificato nelle forme degli atti processuali civili.

Art. 37

Indizione

1.       Il Sindaco indice il referendum nei 10 giorni successivi alla esecutorietà della deliberazione del Consiglio che dichiara ammissibile la proposta, ovvero della deliberazione di cui all'art. 34 comma 1 con apposito decreto pubblicato nell'albo pretorio per almeno 30 giorni, con il quale viene fissata la data di svolgimento della consultazione referendaria. Le operazioni di voto dovranno aver luogo entro 120 giorni dalla data di emanazione decreto.

2.       Si applicano, per quanto compatibili, le norme che disciplinano il referendum abrogativo delle leggi statali.

3.       All'onere finanziario della consultazione referendaria l'Amministrazione dovrà far fronte con proprie entrate, salvo quanto previsto dall'art. 53, 5° comma.

Art. 38

Validità ed efficacia

1.       Il referendum è valido se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli elettori.

2.       La proposta è approvata se raggiunge la maggioranza dei consensi validamente espressi.

3.       I provvedimenti contrastanti con la proposta referendaria devono fornire adeguata motivazione sulle ragioni della divergenza.

CAPO QUARTO

 DIFENSORE CIVICO

Art. 39

Il Difensore Civico

1.       Può essere istituito l'ufficio del Difensore Civico, garante dell'imparzialità e del buon andamento dell'Amministrazione Comunale.

2.       Compito del Difensore Civico è quello di segnalare, ad istanza dei cittadini singoli o associati e di formazioni sociali e o anche di propria iniziativa gli abusi, le disfunzioni, le carenze ed i ritardi dell'amministrazione nei confronti dei cittadini.

Art. 40

Requisiti del Difensore Civico

 Giuramento

1.       Ove il Consiglio Comunale istituisca il Difensore Civico, questi è scelto tra i cittadini residenti nel Comune che offrano garanzie di indipendenza, probità, competenza.

2.       Il Difensore Civico è funzionario onorario ed acquista la qualifica di pubblico ufficiale. Egli giura davanti al Consiglio Comunale - prima di assumere l'incarico - ripetendo la formula: " Giuro di esercitare le funzioni delle quali sono stato investito con lealtà ed impegno, nel superiore interesse della comunità cittadina".

3.       Il giuramento implica assunzione della titolarità dell'organo.

Art. 41 Elezione

 durata in carica

1.       Il Difensore Civico è eletto dal Consiglio Comunale con la maggioranza dei quattro quinti dei Consiglieri assegnati all'Ente ed a scrutinio segreto, nella seduta immediatamente successiva a quella di elezione della Giunta.

2.       Non può essere nominato Difensore Civico:

  1. chi non abbia compiuto il quarantesimo anno di età;
  2. chi si trovi in condizioni di ineleggibilità alla carica di Consigliere Comunale;
  3. chi rivesta una carica pubblica elettiva;
  4. i ministri di culto;
  5. gli amministratori ed i dipendenti di aziende speciali ed istituzioni ai sensi dell'art. 21, nonché gli amministratori di enti o imprese che abbiano rapporti contrattuali con l'Amministrazione Comunale o che comunque ricevano da essa, a qualsiasi titolo, sovvenzioni o contributi;
  6. i membri del Comitato Regionale di Controllo;
  7. i dipendenti del Comune, ivi compresi coloro che sono stati incaricati a mente dell’articolo 20;
  8. chi non sia munito di un diploma di scuola media superiore.

3.       Il Difensore Civico decade per cause per le quali si perde la qualità consigliere o per sopravvenienza di una delle cause di ineleggibilità indicate nel comma precedente.

4.       Il Difensore Civico dura in carica tre anni non è immediatamente rieleggibile, e non può essere revocato se non per inadempienza ed in virtù di deliberazione motivata adottata dal Consiglio con la stessa maggioranza necessaria ai fini dell'elezione.

5.       Qualora il Difensore Civico si dimetta, è necessario che il Consiglio Comunale provveda alla sostituzione entro quarantacinque giorni.

6.       Il Difensore Civico dimissionario resta in carica nella pienezza delle sue funzioni fino al giuramento del successore.

Art. 42

 Sfere di esercizio delle funzioni

1.       Il Difensore Civico può intervenire in riferimento a provvedimenti, atti, fatti, comportamenti omessi o ritardati o comunque irregolarmente compiuti da organi, uffici o servizi dell'Amministrazione Comunale ovvero da enti e aziende da essa dipendenti.

2.       Per organi, ufficio, servizi dell’Amministrazione Comunale si intendono sia quelli centrali sia quelli circoscrizionali.

3.       Il Difensore Civico non può intervenire:

a.       su atti dell’Amministrazione di contenuto meramente politico;

b.       su atti o procedimenti avverso i quali siano già stati prodotti ricorsi davanti a organi di giustizia amministrativa, civile e tributaria.

4.       Il Difensore Civico deve sospendere ogni intervento sui fatti dei quali sia stata investita l'autorità giudiziaria penale.

 

Art. 43

Tipologia degli interventi

1.       Il Difensore civico, in relazione alle funzioni affidategli dallo statuto, opera:

  1. segnalando agli uffici, ai servizi, agli organi competenti e al Sindaco, le disfunzioni riscontrate;
  2. sollecitando gli organi competenti a provvedere in merito.

Art. 44

Poteri esercitabili

1.       Per l'adempimento dei suoi compiti, il Difensore Civico può richiedere notizie e documenti all'Amministrazione.

2.       Le richieste di documenti o notizie sono trasmesse al Sindaco, all'Assessore competente o direttamente al responsabile del procedimento, che provvedono ad evaderle nel più breve tempo possibile e comunque entro 15 giorni.

3.       Il Difensore Civico ha comunque diritto ad accedere agli atti d'ufficio concernenti le questioni sottoposte alla sua attenzione senza che possa essergli opposto segreto d’ufficio.

Art. 45

Modalità per attivare il Difensore Civico

1.       I soggetti che abbiano in corso una pratica presso gli uffici del Comune di enti o aziende dipendenti in caso di ritardato o irregolare svolgimento del relativo procedimento possono chiedere l'intervento del Difensore Civico.

2.       La richiesta di intervento può esse scritta o verbale e nulla è dovuto per essa né all'Amministrazione Comunale, né al Difensore Civico.

3.       Delle richieste di intervento pervenute al suo ufficio il Difensore Civico dà immediata informazione al Sindaco e provvede direttamente a comunicare la non ammissibilità delle richieste.

Art. 46

 Procedura di intervento

1.       A seguito della richiesta di interventi di cui al precedente articolo il Difensore Ci vico sollecita il responsabile dell'ufficio o del servizio affinché proceda all'esame della pratica, dandone notizia al Sindaco, all'Assessore competente al responsabile del procedimento.

2.       Il funzionario responsabile è tenuto ad esaminare la pratica insieme al Difensore Civico, il quale, in relazione alla complessità dell'esame, assegnerà il termine per la definizione della pratica, dando di ciò notizia all'interessato.

3.       Trascorso il termine assegnato, il Difensore Civico è tenuto ad informare degli ulteriori ritardi, il Sindaco e l'Assessore competente e potrà proporre l'avvio dell'azione disciplinare.

4.       In ogni caso qualora il fatto integri gli estremi di un reato, il Difensore Civico è tenuto a farne rapporto all'autorità giudiziaria.

Art. 47

Prerogative e mezzi rapporti con gli organi collegiali

1.       L'ufficio del difensore Civico ha sede presso la sede del Comune.

2.       Il Difensore Civico ha facoltà di ispezionare tutte le deliberazioni di Giunta e di Consiglio comunale e di averne copia, a cura degli uffici comunali che debbono evadere la richiesta nei termini di legge.

3.       Il Difensore Civico presenta al Consiglio comunale una relazione annuale ove illustra l'attività svolta e le proposte che vengono rivolte al Sindaco, alla Giunta e al Consiglio per rimuovere abusi, disfunzioni e carenze della Amministrazione.

Art. 48

Indennità di carica

1.       Al Difensore Civico compete una indennità di carica ragguagliata alla metà dell'indennità spettante all'Assessore.

Art. 49

Rapporti con il Difensore Civico Regionale e Provinciale

1.       Il Difensore Civico Comunale, qualora ritenga che l'istanza presentatagli rientri nella competenza del Difensore Civico regionale o provinciale, la trasmette ai rispettivi uffici, dandone comunicazione all'interessato.

CAPO QUINTO

 ACCESSO ALLE INFORMAZIONI E PROCEDIMENTI

Art. 50

Consulte di settore

1.       Il Consiglio Comunale può istituire con specifici regolamenti le consulte di settore, rappresentative delle organizzazioni sociali, culturali, sportive, ecologiche operanti nel territorio del Comune. Le consulte svolgono funzioni propositive. I regolamenti determinano le modalità attraverso cui associazioni, organizzazioni, movimenti o comitati di cittadini che ne facciano richiesta possono far parte delle consulte e, più in generale possono accedere alle strutture ed ai servizi del Comune.

Art. 50 Bis

La Consulta degli Anziani

1.     Il Comune, nel quadro della riforma dell'assistenza sociale, definita dalla Legge n°328 del 8.11.2000, nel riconoscere negli anziani una risorsa sociale e culturale, istituisce la Consulta degli Anziani, alla quale sono attribuite le seguenti funzioni:

a)  esprimere parere consultivo sul Bilancio di previsione annuale e triennale, con riferimento agli stanziamenti relativi ai paini sociali e sanitari, a spese, ad interventi, a progetti concernenti gli anziani e le loro associazioni ed organizzazioni;

b)   proporre progetti, attività ed interventi a favore degli anziani;

c)   proporre misure di sostegno economico ed agevolazioni fiscali in favore degli anziani, al fine di rimuovere condizioni di disagio economico e sociale;

2.    La Consulta degli Anziani è organismo di rappresentanza elettivo.

3.  Il Consiglio Comunale, d'intesa con la consulta istituita con Delibera di C.C. n° 48 del 26 giugno 2002, approva un Regolamento, che definisca i compiti, le funzioni, il numero dei membri, le modalità di elezione, gli Organi di direzione, rappresentanza e funzionamento della Consulta degli Anziani.

4.   Il Comune riconosce la funzione sociale, culturale ed organizzativa dei Sindacati dei Pensionati e ne promuove, attraverso il Regolamento, descritto dal comma 3, la diretta ed attiva partecipazione alle modalità di elezione della Consulta degli Anziani.

5.   Fino all'insediamento della Consulta degli Anziani, ai sensi del comma 2, le funzioni, che sono attribuite alla stessa dal presente articolo, sono esercitate dalla Consulta richiamata al comma 3.

Art. 51

Conferenza Cittadina

1.       Il Consiglio Comunale promuove con cadenza biennale la conferenza cittadina sullo stato della comunità amministrata. La conferenza si svolge nei mesi primaverili del secondo e del quarto anno del mandato amministrativo. Le modalità di svolgimento della conferenza, sia per i soggetti aventi diritto a parteciparvi che per gli aspetti organizzativi, sono stabilite da una commissione consiliare appositamente costituita all'inizio dell'anno.

Art. 52

 Diritto di accesso e di informazione

1.       I cittadini, singoli o associati, hanno il diritto di accesso agli atti e alle informazioni di cui è in possesso l'Amministrazione. Il Segretario ne regola l'esercizio secondo le disposizioni del regolamento il quale individua i casi in cui è applicabile l'istituto dell'accesso differito.

2.       La consultazione degli atti è gratuita. Il rilascio di copie è sottoposto al solo pagamento del costo.

3.       Sono sottratti al diritto di accesso, gli atti e le informazioni riservate, per espressa disposizione del Sindaco, nei casi previsti dalla legge e dal regolamento.

4.       Il Comune promuove altresì la diffusione dell'informazione sull'attività amministrativa avvalendosi, oltre che della notificazione e della pubblicazione all'Albo Pretorio, dei mezzi di comunicazione che ritiene più idonei.

5.       L'informazione deve essere tempestiva, esatta e completa.


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